Breve resoconto meeting SETI INAF

Ecco un breve report del meeting organizzato dal SETI e dall’INAF a Roma, presso l’osservatorio di Monte Mario, il 25 Settembre scorso.

Per chi non lo sapesse, noi del Gaus verso l’inzio di Settembre siamo stati invitati tramite mail a partecipare ad un convegno di carattere scientifico. Questo convegno è stato organizzato dal SETI (Search for ExtraTerrestrial Intelligence) e dall’ INAF (Istituto Nazionale di AstroFisica) e trattava di vari argomenti, tutti connessi principalmente con la ricerca di forme di vita intelligenti nello spazio. L’evento si è svolto a Roma, presso l’ossevatorio di Monte Mario e durava dalle 9:30 fino a circa le 17:00.

L’invito arrivatoci per mail (in inglese) era molto accattivante, relativamente al genere di notizie che ci interessano, e abbiamo quindi deciso di cogliere al volo l’occasione presentataci, inviando al meeting due nostri soci: Davide e Niccolò.

Parte del testo di presentazione dell’evento.


Ecco quì sotto la traduzione di una parte del testo d’invito all’evento SETI INAF (per rendere bene l’idea di quale fossero gli argomenti principalmente trattati durante la giornata):

La scoperta di nuovi esopianeti (parte dei quali molto simili alla Terra), il progresso tecnologico costante e i computer sempre più veloci disponibili oggi, ci obbligano a considerare l’utilizzo di nuova strumentazione e nuovi algoritmi, estrattori di segnale, che fino a poco fa erano inconcepibili. Abbiamo quindi pianificato una revisione di tutti i miglioramenti da apportare al SETI radio ed ottico sia con l’INAF che con Ricercatori di alto livello Universitario.

Tra le varie notizie riportate nel corso della giornata, una ci ha colpiti in modo particolare: su Marte è stata confermata la presenza di metano in concentrazione variabile non solo nel tempo, ma anche da luogo a luogo.

Ricostruzione artistica di come si ipotizza Marte sia potuto essere stato in passato.

Se vi state chiedendo cosa ci sia di così importante in una notizia del genere, vi rispondiamo subito: trovare del metano variabile in un contesto come quello marziano implica molto probabilmente che ci sia una qualche forma di vita in grado di produrre il metano rigenerandolo, perché altrimenti la radiazione solare e i raggi cosmici lo avrebbero già distrutto e non avremo avuto modo di misurare i livelli di metano registrati.
(Per ulteriori informazioni riguardo a questa notizia vi invitiamo a vedere la nostra sezione notizie, dove verrà presto pubblicato un articolo a riguardo).
Inoltre si è parlato di Astrobiologia nelle sue varie forme e della possibilità di trovare gli elementi fondamentali necessari allo sviluppo della vita nella polvere interstellare, ovvero un insieme di microparticelle, gas estremamente rarefatto (si parla anche di una decina di atomi per centimetro cubo), e talvolta dei veri e propri sassi in mignatura che compongono lo spazio interstellare (tra una stella e un’altra).

Esempio di polvere interstellare, in questo caso nella HorseHead Nebula (B33).


Un’altra cosa che ci ha colpiti è che da adesso (in realtà già da qualche anno) il SETI non si occuperà più di cercare segnali alieni solo nella banda del radio, ma anche nel visibile, si è parlato infatti della nascita di un nuovo ramo del SETI, il così detto OSETI (Optical Seti).

L’evento è terminato con un dibattito tra gli scienziati presenti sul come la scienza si debba porre nei confronti del pubblico in materia di un argomento così delicato come quello dell’eventuale presenza di alieni intelligenti nel nostro universo.

Ringraziamenti:
Vorremo ringraziare sia l’INAF che il SETI per averci concesso di assistere al convegno (molto ben strutturato ed interessante) del 25 Settembre 2019.