Metodo scientifico ed investigazione ufologica

Per prova s’intende un’inoppugnabile documentazione scientifica, che per la sua stessa natura, richiede non solo fotografie, ma anche e soprattutto dati numerici di natura sperimentale che possano permettere di ricostruire rigorosamente anche la più esotica delle evidenze nell’ambito nell’ambito di un modello autoconsistente. Questo e non altri è il modo di procedere della scienza.

Le fotografie del fenomeno UFO in forma strutturata e non, anche se autenticate da analisi digitalizzata, non possono fornire informazioni fisiche di rilievo, a meno che le immagini non vengano acquisite con rivelatori a stato solido e a matrice di pixel in grado di consentire misure numeriche precise di radianza. Allo stesso modo, l’analisi video di filmati relativi ad autopsie di presunti alieni deceduti in seguito ad eventi di “crash”, dei quali si potesse eventualmente accertarne l’autenticità, non potrebbe fornire alcuna reale informazione scientifica di carattere biologico.

Analogamente al caso in cui la spettroscopia è in grado di fornire una specie di carta d’identità relativa alla configurazione atomica di un gas eccitato o ionizzato quale può esserlo il presunto alone di plasma che circonda una possibile aeronave extraterrestre, solo ed esclusivamente l’acquisizione del DNA di una presunta creatura aliena permetterebbe di ottenere precise informazioni biochimiche consentendo così alla scienza di compiere un reale avanzamento.

Massimo Teodorani, da pag. 22 del libro “Fenomeni Luminosi”, edizioni MIR.

Visione dallo spazio di uno sciame di leonidi.

Che cos’è una “prova”

Personalmente concordo pienamente con Teodorani, una foto non è una prova scientifica perché non imparo niente da essa.

Tuttavia se facessimo foto con filtri appositi potremmo mettere in evidenza caratteristiche spettrometriche dell’UFO. Come dice Teodorani se analizziamo l’alone attorno alla presunta nave E.T. possiamo avere informazioni sul tipo di gas e anche su certi meccanismi fisici (presenza di effetto Doppler, righe d’assorbimento ed emissione, presenza di campo magnetico).

La conclusione è purtroppo che le migliaia o milioni di foto di ufo sono da un punto di vista scientifico inutilizzabili almeno per imparare qualcosa di fisico.

Il problema delle prove e’ da sempre il tallone d’Achille dell’ufologia, spesso criticata per essersi arrampicata sugli specchi o aver tratto conclusioni sommarie. Come sempre, e qui il caso dei crop circles insegna, non abbiamo il metro di misura per stabilire l’autenticità di un fenomeno. Purtroppo, nonostante ciò che se ne dica, l’ufologia resta per la stragrande maggioranza dei casi basate su prove inconsistenti e conclusioni tratte da personaggi ambigui, ciò non vuole assolutamente dire che bisogna fare di tutta l’erba un fascio ma che dobbiamo stare attenti alla strada che percorreremo negli anni futuri.

E qui credo stia la grande forza del Gaus; io mi sono permesso di parlare d’ufo con tutti all’università (professori compresi !!!!!) e dopo un’ilarità iniziale tutti sono rimasti colpiti; infatti loro credevano di parlare con un invasato che vede “omini verdi ” e invece si trovano davanti una persona più scettica di loro e questo lascia spiazzata la maggioranza delle persone. Noi non vendiamo la verità, perché non la conosciamo (come d’altra parte neppure la scienza conosce !!), ma ci limitiamo a presentare un certo numero di fenomeni insoliti, non catalogabili per il momento negli schemi ” classici” della scienza; questo non significa necessariamente che tali fenomeni siano reali o che al contrario non lo siano.

Veniamo a qualche domanda “curiosa”:

Una domanda che mi ha lasciato fortemente perplesso è stata: “Come facciamo ad essere sicuri di essere su Marte”?

Dalle immagini potremmo anche essere nel mio sottosuolo!! o in qualunque altra parte del mondo, per i soliti motivi di sopra…

Tuttavia la sonda invia segnali a Terra da cui è possibile triangolare in maniera geometrica la distanza da cui stanno trasmettendo.

Il metodo scientifico

Il metodo scientifico è l’applicazione di un processo logico di ragionamento per giungere ad un modello della natura che sia compatibile con i risultati sperimentali. Il metodo scientifico si basa su 5 passi:

  1. Osservazione
  2. Ipotesi
  3. Esperienza
  4. Teoria o legge
  5. Previsione

Osservazione:
Il primo passo del metodo scientifico è quello di compiere un’osservazione della natura, cioè, di raccogliere dati sul mondo. I dati possono essere ricavati da una semplice osservazione o possono essere i risultati di numerose esperienze.

Ipotesi:
In base a un’analisi di queste osservazioni e dei dati sperimentali, si ipotizza un modello del fenomeno.
Secondo il vocabolario, un’ipotesi è una supposizione che si formula per trarre e verificare le sue conseguenze logiche o empiriche; cioè, si suppone che in una data situazione la natura funzioni sempre in un certo modo. Se questa ipotesi è corretta, si dovrebbe riuscire a confermarla verificandola. Questa verifica dell’ipotesi è detta esperimento.

Esperienza:
Un esperimento è un procedimento svolto in condizioni CONTROLLATE per scoprire, verificare o dimostrare qualcosa.
Se i risultati dell’esperimento non confermano l’ipotesi l’esperimento deve essere ricontrollato per accertarsi di aver fatto tutto bene e se ancora il risultato confuta l’ipotesi, allora l’ipotesi deve essere riveduta o scartata.

Teoria:
Se l’esperienza verifica l’ipotesi, allora si dice che si ha a che fare con una teoria, la quale deve fare delle previsioni in accordo con gli esperimenti.

Previsione:
Una teoria corretta deve prevedere certi fenomeni che devono poi essere verificati dall’esperienza. Se questo non succede può darsi che il campo di validità della nostra teoria debba essere ristretto, oppure la teoria leggermente modificata in modo da includere nuovi fenomeni. Se il modello funzione bene si parla di legge della fisica.
Un punto importante da tenere sempre in mente è che le leggi della fisica sono sempre approssimazioni della realtà:

Ho imparato una cosa in una lunga vita: che tutta la nostra scienza, se confrontata con la realtà, è primitiva ed infantile, e tuttavia è la cosa più preziosa che abbiamo”

Albert Einstein

Non si deve mai prendere una legge fisica come un comandamento, ogni legge ha il suo campo d’applicabilità.

Esempi:

  1. La legge di gravitazione universale di Newton ci dice che la forza di gravità fra 2 oggetti decresce con il quadrato della distanza, il che è quasi sempre vero; ci sono forti prove che il 2 all’esponente possa essere modificato alla 15 – 16 esima cifra decimale, in altre parole quello che per noi è 2 potrebbe essere in realtà 2,0000000000000000000005, chi lo dice?
  2. Le leggi di Ohm per l’elettronica sono leggi approssimate che valgono solo sotto opportune condizioni.
  3. Il secondo principio della dinamica ( F=m*a) non vale quantisticamente, ma per un elettrone devo scrivere in prima approssimazione l’equazione di Schrodinger, la quale non è esatta ma va sostituita in meccanica quantistica relativistica con l’equazione di Dirac, la quale è anch’essa applicabile solo in certi casi.

e così per tutte le leggi …

Tuttavia queste leggi danno risultati compatibili con l’esperienza anche con precisioni di 10 cifre significative, il che vuol dire errori di una parte su un miliardo …. eppure non sono la verità!

Metodo scientifico ed investigazione ufologica

Per studiare l’intero mondo fisico, si deve prima osservarlo. Affinché l’osservazione della natura sia precisa, si devono misurare e descrivere con numeri tutte le grandezze fisiche che si osservano. L’importanza delle misurazioni numeriche fu stabilita dal fisico scozzese William Thompson (1824-1907, nominato nel 1892 Barone Kelvin e quindi noto da allora come Lord Kelvin):

Dico spesso che quando siete in grado di misurare ciò di cui state parlando e di esprimerlo in numeri, sapete qualcosa al suo riguardo; ma, se non siete in grado di esprimerlo in numeri, la vostra conoscenza è scarsa e insoddisfacente

Credo di poter dire in tutta onestà che ad oggi dei 5 punti del metodo scientifico elencati sopra l’ufologia ne soddisfa circa 1 su 5, ed anche il punto che soddisfa è fortemente contraddittorio. Naturalmente mi riferisco al punto numero 1, l’osservazione; abbiamo tante osservazioni, ma per il momento slegate ed in condizioni diverse e non abbiamo, ripeto non abbiamo, ripeto non abbiamo un solo “stramaledetto” numero.

In queste condizioni brancoliamo nel buio più totale, ogni ipotesi in questo momento è plausibile, visto che tanto non possiamo verificarla e neppure confutarla.

Attenzione però, non sto dicendo che il fenomeno non esiste!

Scienziati, scientofili, ufologi e ignoranti:

In questa penombra si muovono personaggi ambigui, di dubbia cultura scientifica, che si riempiono la bocca di parole quali relatività, meccanica quantistica, spazio-tempo e tanto altro. Io vi assicuro, per esperienza diretta, che questi argomenti hanno un livello di complessità incredibile, richiedono delle conoscenze fisico-matematiche di base che solo un fisico o un matematico hanno ed anche quest’ultimi vi si muovono con molta difficoltà (credetemi, parola di laureando in fisica). Altri parlano da psicologi e non sono laureati, altri ancora applicano tecniche ipnotiche senza la minima autorità né tantomeno autorizzazione legale (visto che nel nostro paese serve per legge). Ho letto articoli su riviste ufologiche che farebbero rabbrividire chiunque abbia un minimo di senso fisico della realtà, figuratevi che (come ho già detto nel mio intervento al Convegno di Novembre del Gaus del 2003) in una tabella che riportava le percentuali chimiche di elementi nel terreno di un presunto cropcircles la somma delle percentuali non faceva neppure il 100% e gli errori erano dati in maniera errata confutando a priori qualunque conclusione. E poi ci chiediamo perché la scienza ufficiale non considera l’ufologia, forse siamo proprio noi ufologi a dover fare per primi un esame di coscienza sui nostri metodi investigativi.
Siamo ad un punto cruciale, dobbiamo decidere, o continuiamo nella strada dell’ipotesi strampalate o ci mettiamo in testa tutti di cominciare a seguire un programma scientifico e metodico che ci consenta forse fra 10 anni di avere qualcosa in mano.
A volte mi chiedo se certi personaggi cerchino effettivamente la verità, in tutta sincerità trovo che qualcuno cerchi la propria verità ed abbia gli occhi chiusi e gli orecchi tappati.
È colpa degli ufologi se non abbiamo “numeri” o è il fenomeno stesso che esce dagli schemi classici d’osservazione? Il fenomeno è fuori d’ogni dubbio complesso e presenta notevoli difficoltà di studio, ciò però non giustifica minimamente l’atteggiamento di molti “studiosi” (mi vergogno a definirli così!) del settore.

Conclusioni:

Personalmente ritengo il fenomeno Ufo un fenomeno fisico reale e pertanto inquadrabile, adesso o in un futuro, negli schemi della nostra scienza; se la scienza fallirà nel suo studio allora dovremmo guardare altrove per cercare delle risposte, ma prima dobbiamo usare tutto ciò che abbiamo a disposizione per cercare di capire.

Andrea Barucci